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L’inflazione nel Golfo si stabilizzerà all’1,8% nel 2025

L’inflazione nel Golfo si stabilizzerà all’1,8% nel 2025

Noha Iraqi

Un rapporto del Centro Statistico del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) sui tassi di inflazione per il 2025 ha mostrato una continua stabilità dei prezzi nei paesi del CCG. Il tasso di inflazione complessivo ha raggiunto l’1,8%, rispetto all’1,6% del 2024, rimanendo al di sotto del 2% per il secondo anno consecutivo. Ciò riflette il successo delle politiche economiche nel contenere le pressioni inflazionistiche e nel mantenere la stabilità dei prezzi.

Il rapporto spiega che il tasso di inflazione del Golfo è tra i più bassi a livello globale, inferiore al tasso di inflazione delle economie emergenti e in via di sviluppo (5,3%), alla media globale (4,2%), al Giappone (3,2%), agli Stati Uniti (2,6%), all’Unione Europea e alle economie avanzate (2,5%) e all’Eurozona (2,1%). Il rapporto ha indicato che i tassi di inflazione tra i paesi del CCG erano simili, con le abitazioni e i beni e servizi vari come principali fattori trainanti dell’inflazione nel Golfo nel 2025, contribuendo complessivamente per circa il 73% all’inflazione generale.

A livello delle principali componenti dell’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) nei paesi del CCG, il gruppo dei beni e servizi vari ha registrato il tasso di inflazione più elevato, pari al 5,4%, seguito dalle abitazioni con il 4,0%, cultura e intrattenimento con il 2,0%, ristoranti e alberghi con l’1,6%, alimenti e bevande con l’1,2%, istruzione con l’1,0%, tabacco con lo 0,6% e abbigliamento e calzature con lo 0,4%. I gruppi sanità, comunicazioni e arredamento sono rimasti stabili allo 0,0%, mentre il gruppo trasporti ha registrato una diminuzione dello 0,2%.

Il rapporto ha analizzato l’evoluzione dell’inflazione nella regione del Golfo nel periodo 2020-2025, spiegando che è aumentata dall’1,5% nel 2020 al 2,4% nel 2021, per poi raggiungere il picco del 3,2% nel 2022, prima di diminuire al 2,3% nel 2023 e all’1,6% nel 2024. Si prevede poi un leggero aumento all’1,8% nel 2025, a testimonianza di una relativa stabilità rispetto all’andamento globale.

Per quanto riguarda i principali partner commerciali dei paesi del CCG, il rapporto indica che i tassi di inflazione, dal più alto al più basso, sono i seguenti: Brasile 5,0%, Regno Unito 3,9%, Giappone 3,2%, India 2,8%, Stati Uniti 2,6%, Germania 2,2%, Corea del Sud 2,1%, Italia 1,5% e Francia 0,9%, mentre la Cina ha registrato il tasso di inflazione più basso, pari allo 0,0%. Il rapporto rileva che un calo del 2,1% dei prezzi globali di alimenti e bevande ha contribuito ad attenuare le pressioni inflazionistiche derivanti dalle importazioni. Tuttavia, un aumento del 15,2% dei prezzi del gas naturale e le persistenti tensioni geopolitiche rimangono rischi che richiedono monitoraggio.

In conclusione, il rapporto sottolinea che la significativa convergenza dei tassi di inflazione tra i paesi del CCG e la loro stabilità al di sotto del 2% forniscono una base favorevole per il rafforzamento dell’integrazione economica e monetaria del Golfo. Ciò garantisce inoltre ai paesi un margine di manovra fiscale per proseguire le riforme economiche e la spesa per lo sviluppo, sottolineando al contempo l’importanza di standardizzare le metodologie statistiche e di rafforzare la preparazione politica per affrontare eventuali future pressioni esterne.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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