L’ingegnere e scrittore britannico Christopher Dunn: la nazione egiziana ha il diritto di riscrivere la propria storia, libera dall’influenza degli studiosi coloniali.
Il Cairo – Amr AbduLRahman – Esclusiva per 【CISC News】
L’ingegnere e scrittore britannico Christopher Dunn ha sottolineato che il compito di riscrivere la storia egiziana in modo indipendente, libero dalla narrazione classica influenzata dagli studiosi coloniali, è responsabilità dei ricercatori e degli studiosi egiziani.
Ha spiegato che, se ciò non avverrà, le generazioni future si chiederanno inevitabilmente: “Perché questo compito non è stato portato a termine?”.
Ha espresso il suo sostegno agli appelli a liberare la consapevolezza archeologica e la conoscenza umana dal dominio dell’era coloniale ormai superata, che ancora domina il discorso archeologico e culturale contemporaneo, affermando:
“Le nazioni libere hanno il diritto di raccogliere e analizzare le conoscenze del patrimonio locale e di scrivere la propria storia senza interferenze straniere. All’Egitto è stata concessa questa libertà?”.
Riteneva che questa richiesta si basasse su argomentazioni sempre più convincenti a favore del ripristino della sovranità egizia sullo studio e l’interpretazione delle antichità egizie.
Chi è Christopher Dunn?
Christopher Dunn è un ingegnere e autore di libri divulgativi sulle tecnologie avanzate dell’antico Egitto.
Teorie e opere di rilievo:
Dan è noto per aver applicato la sua competenza ingegneristica all’analisi di manufatti e siti archeologici.
La centrale elettrica di Giza:
Nella sua opera fondamentale, ha rivelato che la Grande Piramide di Giza non era una tomba, ma un dispositivo gigantesco e sofisticato. Era stata progettata per sfruttare l’energia vibrazionale della Terra e generare energia potente, pulita e utilizzabile attraverso la risonanza armonica.
Fabbricazione avanzata:
Attraverso un’ampia ricerca sul campo e analisi di progettazione assistita da computer, Dan ha esaminato l’incredibile precisione delle statue di Ramses II e dei tunnel sotterranei del Serapeo.
Affermò che questa precisa simmetria e la squisita lavorazione della pietra richiedevano capacità di fabbricazione altamente avanzate.







