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EGITTO, IL SECONDO TRATTO DEL VIAGGIO DELLA SACRA FAMIGLIA: DA SAMANUD AL MONASTERO DI AL-MUHARRAQ

EGITTO, IL SECONDO TRATTO DEL VIAGGIO DELLA SACRA FAMIGLIA: DA SAMANUD AL MONASTERO DI AL-MUHARRAQ

Un itinerario di fede, storia e spiritualità che attraversa il cuore dell’Egitto e unisce il patrimonio cristiano alle radici millenarie della terra dei faraoni

di Noha Iraqii

IL CAIRO- L’Egitto continua a celebrare uno degli eventi più significativi della tradizione cristiana orientale: il viaggio della Sacra Famiglia sul suolo egiziano. In occasione delle commemorazioni dedicate a questo straordinario percorso, il Museo Nazionale di Alessandria ha ricordato il secondo tratto dell’itinerario seguito da Gesù Bambino, dalla Vergine Maria e da San Giuseppe durante la loro permanenza in Egitto, dopo la fuga dalla Palestina per sottrarsi alla persecuzione di Erode.

Secondo la tradizione cristiana copta, la Sacra Famiglia attraversò numerose città e villaggi, lasciando dietro di sé luoghi che ancora oggi sono meta di pellegrinaggio e custodiscono testimonianze di grande valore religioso e storico.

Dopo aver lasciato Belbeis, la Sacra Famiglia si diresse verso nord attraversando il Nilo e raggiungendo la città di Samanud, nel cuore del Delta. Da qui proseguì verso Sakha, località particolarmente venerata dalla tradizione cristiana egiziana. Proprio a Sakha si conserva una pietra sulla quale sarebbe rimasta impressa l’orma del piede del Bambino Gesù, evento che ha contribuito a rendere il luogo uno dei più importanti santuari cristiani dell’Egitto.

Successivamente il viaggio proseguì attraversando il ramo di Rosetta del Nilo verso la parte occidentale del Delta fino a raggiungere il Wadi El-Natrun, conosciuto nella tradizione monastica come Scete. Questo territorio desertico, destinato a diventare uno dei più grandi centri del monachesimo cristiano mondiale, fu benedetto, secondo la tradizione, da Gesù e dalla Vergine Maria.

Dal Wadi El-Natrun la Sacra Famiglia si diresse verso l’area dell’attuale Cairo. Attraversato nuovamente il Nilo, raggiunse Matariya e Ain Shams, l’antica Eliopoli dei faraoni, uno dei centri religiosi più importanti dell’antico Egitto. La presenza della Sacra Famiglia in questa zona è ancora oggi ricordata attraverso numerosi luoghi di culto e tradizioni popolari.

Durante il tragitto verso l’antica Babilonia d’Egitto, oggi nota come Misr al-Qadima o Vecchio Cairo, la Sacra Famiglia sostò nell’area di Zeitoun. La tradizione ricorda inoltre il passaggio attraverso la zona dove oggi sorge la storica Chiesa della Vergine Maria di Haret Zuweila e attraverso il quartiere di Azbawiya.

Giunta nel Vecchio Cairo, la Sacra Famiglia trovò rifugio per un periodo prima di proseguire verso sud. Una delle tappe più importanti fu Maadi, anticamente parte della regione di Menfi, capitale dell’Egitto faraonico. Da qui iniziò il lungo viaggio lungo il Nilo verso l’Alto Egitto.

Navigando a bordo di un’imbarcazione a vela, la Sacra Famiglia raggiunse il villaggio di Deir al-Garnous e successivamente passò per Bay Isous, “Casa di Gesù”, località identificata oggi con il villaggio di Sandafa, presso Beni Mazar.

Il percorso continuò verso Al-Bahnasa e poi a Samalut. Da qui la Sacra Famiglia attraversò il Nilo verso est raggiungendo il celebre Gebel al-Tayr, la Montagna degli Uccelli, dove oggi sorge il Monastero della Vergine Maria. Secondo la tradizione, la famiglia si rifugiò nella grotta che ancora oggi è custodita all’interno della chiesa storica del monastero.

Lasciato Gebel al-Tayr, il viaggio riprese verso Al-Ashmunin e successivamente verso Deirut al-Sharif. Da qui la Sacra Famiglia raggiunse Qussqam, località che occupa un posto speciale nella memoria cristiana egiziana.

Costretta a lasciare Qussqam, la Sacra Famiglia trovò accoglienza nel villaggio di Mir, situato a ovest di Al-Qusiya. La tradizione racconta che gli abitanti accolsero con grande generosità Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù, ricevendo in cambio la loro benedizione.

L’ultima e più importante tappa del viaggio fu il Monte Qussqam, dove oggi sorge il celebre Monastero di Al-Muharraq. Questo luogo è considerato uno dei siti più sacri del cristianesimo egiziano. La permanenza della Sacra Famiglia fu così significativa che il monastero venne soprannominato “la Seconda Betlemme”.

Fu proprio qui che l’angelo apparve nuovamente a San Giuseppe annunciandogli la fine del pericolo e ordinandogli di fare ritorno in Palestina. Con questo messaggio si concluse il lungo soggiorno egiziano della Sacra Famiglia, un viaggio che ancora oggi rappresenta uno straordinario ponte spirituale tra il cristianesimo delle origini e la storia millenaria dell’Egitto.

Il percorso della Sacra Famiglia continua a essere uno dei più importanti progetti di valorizzazione culturale e religiosa promossi dall’Egitto contemporaneo, capace di attrarre pellegrini e visitatori da tutto il mondo e di testimoniare il ruolo unico del Paese come crocevia di civiltà e religioni.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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