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SCOPERTA A DAKHLA UNA CITTÀ BIZANTINA PERFETTAMENTE PIANIFICATA: RITROVATI DOCUMENTI IN COPTO E GRECO

SCOPERTA A DAKHLA UNA CITTÀ BIZANTINA PERFETTAMENTE PIANIFICATA: RITROVATI DOCUMENTI IN COPTO E GRECO

Una missione archeologica egiziana ha scoperto un’intera città bizantina nell’Oasi di Dakhla, con chiesa, abitazioni, fortificazioni, monete d’oro e oltre 200 documenti in copto e greco.

di NOHA IRAQII

IL CAIRO – Una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni arriva dal deserto occidentale egiziano. La missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha riportato alla luce un’intera città residenziale risalente all’epoca bizantina nel sito archeologico di Ain al-Sabil, nell’Oasi di Dakhla, nel governatorato di New Valley.

L’insediamento, costruito interamente in mattoni crudi, si presenta come una vera città pianificata, con un impianto urbanistico regolare: ampie strade principali orientate da nord a sud, attraversate da vie trasversali est-ovest che formano piazze e spazi pubblici. Al centro dell’abitato sorge una grande chiesa basilicale affacciata sulla strada principale, confermando il ruolo religioso e amministrativo del complesso.

Il ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha definito la scoperta un’importante aggiunta al patrimonio archeologico egiziano, sottolineando come essa contribuisca a valorizzare la straordinaria ricchezza storica delle oasi egiziane e a rafforzare il turismo culturale nel governatorato di New Valley.

Secondo il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Hisham El-Leithy, il ritrovamento offre nuove e preziose informazioni sulla vita quotidiana della popolazione che abitava l’Oasi di Dakhla durante il periodo bizantino, permettendo agli studiosi di ricostruire aspetti urbanistici, sociali ed economici finora poco conosciuti.

Gli archeologi hanno individuato tutti gli elementi tipici di una comunità organizzata: oltre alla basilica, risalente alla metà del IV secolo d.C., sono stati rinvenuti due resti di torri di guardia poste ai margini della città, una fortezza con possenti mura difensive e numerose abitazioni dotate di grandi sale, soffitti a volta, forni per il pane, cucine e strumenti destinati alla macinazione dei cereali.

Tra gli edifici più significativi emerge la casa di Tisos, diacono della chiesa, datata alla seconda metà del IV secolo, e quella di Tabibos, risalente all’inizio dello stesso secolo, che gli studiosi ritengono possa essere stata utilizzata come chiesa domestica prima della costruzione della basilica principale.

Gli scavi hanno restituito anche un ricco patrimonio di reperti archeologici: vasellame per uso domestico, contenitori destinati alla conservazione di oli e profumi, lucerne per l’illuminazione e utensili in pietra utilizzati per la lavorazione dei cereali, offrendo un quadro dettagliato della vita quotidiana degli abitanti.

Tra i ritrovamenti più eccezionali figurano circa 200 ostraka, frammenti ceramici utilizzati come supporto per la scrittura, redatti in lingua copta e greca. I testi documentano compravendite, corrispondenza privata e numerosi aspetti della vita amministrativa ed economica della comunità.

La missione ha inoltre recuperato un consistente numero di monete in bronzo in ottimo stato di conservazione, decorate con le effigi degli imperatori bizantini, iscrizioni latine e simboli cristiani, oltre a diverse monete d’oro risalenti al regno dell’imperatore Costanzo II, che governò l’Impero romano tra il 337 e il 361 d.C.

La scoperta conferma ancora una volta l’importanza strategica e culturale delle oasi occidentali dell’Egitto durante l’epoca tardo-romana e bizantina, dimostrando come questi territori fossero centri vitali di insediamento, commercio e diffusione del cristianesimo.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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