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Spiacenti, Francia… Attenzione alla serie “Caos” Autorità.. Responsabilità e Responsabilità

Spiacenti, Francia… Attenzione alla serie “Caos”

Autorità.. Responsabilità e Responsabilità

Di: Khaled Shokair

In base a questo principio, che ho studiato in economia aziendale quando ero al primo anno alla Facoltà di Commercio, provo oggi una profonda tristezza. Il vandalismo perpetrato da alcuni dei nostri giovani nei quartieri e nelle periferie dopo ogni evento sportivo o artistico mi riempie a volte di vergogna, altre volte di rimpianto.

Ieri, dopo la vittoria del Paris Saint-Germain nella finale di UEFA Champions League contro l’Arsenal a Budapest, in Ungheria, non appena l’arbitro ha fischiato la fine della partita, i tifosi del PSG si sono riversati nelle strade di Parigi, Lione e Marsiglia, creando caos, disordini, incendi e vandalizzando negozi.

La scena si ripete, e la domanda che sorge spontanea è: perché?

Innanzitutto: qual è il ruolo della famiglia e della società?

Non possiamo negare che questi giovani non siano stati adeguatamente guidati dalle loro famiglie. Ma prima di incolpare la famiglia, dobbiamo guardare al quadro generale. La legge francese, e persino la cultura francese stessa, non ammettono rimproveri o punizioni nei confronti di un adolescente quando commette un errore. Come possiamo biasimare un padre che lavora tutto il giorno e una madre che lavora anche lei, mentre il loro figlio, di origini arabe, africane o di altre nazionalità, subisce razzismo durante tutto il percorso di studi, e poi emarginazione e disoccupazione dopo la laurea?

In secondo luogo: la Francia non merita questa distruzione… ma ne è anche responsabile.

Sì, la Francia non merita la distruzione che questi giovani le stanno infliggendo. Ma la Francia è anche responsabile perché è stata la meno accogliente nei loro confronti. Questi giovani si sentono “cittadini francesi di seconda classe”. E come potrebbero non sentirsi così, quando l’atteggiamento condiscendente di alcuni francesi nei confronti degli stranieri è ancora presente e la crisi di oppressione e razzismo si aggrava di giorno in giorno?

Ho vissuto in Francia per anni, e la Francia che conoscevo non era così. Un quarto di secolo fa, l’integrazione era la politica dominante e le famiglie di questi giovani venivano accolte a braccia aperte. Ma sembra che lo Stato si sia dimenticato o abbia scelto di ignorare questi giovani, i suoi stessi figli.

Terzo: Come possiamo dimenticare i talenti eccezionali?

Sì, tra questi giovani sono emerse grandi stelle che hanno portato alto il nome della Francia, come Zinedine Zidane, Kylian Mbappé e altri. Hanno dimostrato che le origini non definiscono l’identità e che la forza di volontà e il talento possono fare miracoli. Perché, dunque, non investiamo in questi giovani invece di emarginarli?

Quarto: I Fratelli Musulmani e la minaccia separatista

Non possiamo ignorare il fatto che i Fratelli Musulmani abbiano sfruttato la situazione fin dall’era di Nicolas Sarkozy, infiltrando i gruppi separatisti nelle periferie. I Fratelli Musulmani hanno creato questa divisione sociale e contribuito ad alimentare sentimenti di rabbia e ribellione. Ma ci accontenteremo di constatarlo semplicemente, o approfondiremo le vere ragioni che hanno portato a questo fenomeno immorale e incivile?

Quinto: Il mondo è dilaniato dalle guerre e la Francia si trova ad affrontare una minaccia al proprio fronte interno

Il mondo di oggi è teatro di guerre reali e la Francia è chiamata a riparare e a intervenire sul proprio fronte interno prima che sia troppo tardi. La vera soluzione inizia con il riconoscimento che lo Stato è parte della soluzione, non del problema. Ciò si potrà raggiungere solo attraverso:

• Il coinvolgimento di questi giovani.

• Il sostegno a un lavoro significativo e alla dignità.

• La rivitalizzazione del ruolo della società civile, fornendo supporto all’impegno civico attraverso le organizzazioni non governative. Ha obiettivi separatisti.

In breve: La Francia che conosco non è la Francia dell’estrema destra razzista, né la Francia dell’estrema sinistra anarchica.

La Francia che amo è la Francia della civiltà e dell’illuminismo, la Francia dei diritti umani e della cittadinanza. È tempo che la Francia riscopra se stessa, che riscopra i suoi figli di ogni estrazione sociale e che ne faccia una forza trainante per il futuro, non uno strumento per distruggere il presente.

Spiacente, Francia, ma svegliati. Non è troppo tardi.

 

Khaled Shokair
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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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