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Prima l’incontro con Papa LeoneXIV, poi i colloqui in Segreteria di Stato per un totale di 45 minuti di confronto fra Washington e Santa Sede

Prima l’incontro con Papa LeoneXIV, poi i colloqui in Segreteria di Stato per un totale di 45 minuti di confronto fra Washington e Santa Sede. La visita del Segretario di Stato americano, Marco Rubio, dura più del previsto, tanto che il corteo di auto di Rubio per una manciata di secondi non incrocia quello del presidente polacco Tusk.

Accompagnato dall’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, il titolare della Diplomazia degli Usa è stato accolto nel cortile di San Damaso dal prefetto della Casa Pontificia, monsignor Petar Rajic. Quindi, è stato accompagnato all’interno del Palazzo apostolico per l’incontro con il Papa.

L’incontro col Pontefice, che arriva dopo le dure critiche mosse dal Presidente #Trump a Papa Leone, è stato “amichevole e costruttivo”, afferma una fonte statunitense all’AFP. Nel faccia a faccia col Santo Padre è emersa “la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana” sostiene il Dipartimento di Stato in una nota. Il portavoce, Tommy Pigot, ha riferito che “il segretario di Stato Rubio ha incontrato il Papa per discutere della situazione in #MedioOriente e di temi di reciproco interesse nell’emisfero occidentale”.

In una nota diffusa nel pomeriggio dalla Sala Stampa vaticana, si legge che durante il colloquio nella Segreteria di Stato Vaticana “è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America. Vi è stato poi uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla #guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”.

La visita a Roma del segretario di Stato Usa viene letta come un tentativo di consolidare il fronte occidentale su più dossier, dal Medio Oriente alla sicurezza energetica, fino alle crisi umanitarie. In questo quadro, l’Italia è considerata un interlocutore chiave, sia per il suo ruolo nel Mediterraneo sia per la presenza in Libano.

Ad anticipare i temi dell’incontro era stato proprio il Cardinale Pietro Parolin, che a margine di un evento nelle scorse ore aveva affermato: “Ascolteremo, l’iniziativa è partita da loro. Immagino che si parlerà di tutto quello è successo in questi giorni, ma si parlerà anche di conflitti, di America Latina e immagino anche di Cuba” (Rubio è di origine cubana).

La guerra in Medio Oriente, gli attacchi in Libano, come pure il conflitto in Ucraina, sono tra i temi su cui il Santo Padre più volte ha richiamato l’attenzione, invocando la pace. Il viaggio di Rubio si inserisce in una fase di forte pressione geopolitica, che riguarda i rapporti tra Stati Uniti ed Europa, resi più difficili dalle sparate di Trump. Alcuni commentatori non hanno mancato di sottolineare che questa “missione” in Italia serve non solo a rimettere pace tra le due sponde dell’Atlantico ma anche allo stesso Rubio per costruire la sua candidatura alle presidenziali del 2028.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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