Blog

L’Italia stanzia 1,15 milioni di euro per la risposta umanitaria all’Ebola

L’Italia stanzia 1,15 milioni di euro per la risposta umanitaria all’Ebola

Hamed Khalifa – Roma/ANSA

Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che non c’è motivo di preoccuparsi per un’epidemia di Ebola in Italia, ma è fondamentale adottare tutte le misure necessarie per impedire che il virus raggiunga il Paese, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa italiana ANSA.

Tajani ha aggiunto: “Negli ospedali è in atto un piano e il governo ha preso tutte le misure necessarie in tal senso, agendo con la massima serietà”. Ha concluso: “Rimarremo vigili perché la popolazione ha bisogno di rassicurazioni”.

Nei giorni scorsi, il Ministero della Salute italiano ha comunicato che il test per l’Ebola effettuato domenica 31 maggio sul paziente rientrato in Sardegna dalla Repubblica Democratica del Congo è risultato negativo. I test sono stati eseguiti presso l’Istituto Spallanzani di Roma. Il 31 maggio, dopo aver manifestato i sintomi, il paziente ha contattato il numero di emergenza 118 ed è stato ricoverato presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari per gli accertamenti diagnostici necessari, secondo i protocolli stabiliti. Procedure per i viaggiatori
Secondo una recente decisione, chiunque arrivi, direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo di trasporto, dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Uganda, o che abbia soggiornato in queste due regioni nei 21 giorni precedenti l’ingresso in Italia, deve compilare, entro 24 ore, un modulo di dichiarazione, firmarlo e consegnarlo al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) del proprio luogo di residenza o domicilio.

Finanziamenti umanitari italiani
Nei giorni scorsi, su indicazione del Ministro degli Affari Esteri Tajani, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha stanziato 1.150.000 euro a sostegno della risposta umanitaria immediata all’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

Questi fondi saranno erogati alle organizzazioni della società civile italiana con una presenza effettiva nelle province colpite di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, attraverso un “appello di emergenza” gestito dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (ICAD) di Nairobi, in coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Kinshasa.

Obiettivi del finanziamento
Questo finanziamento sosterrà azioni immediate per arrestare la trasmissione del virus Ebola, rafforzare la sorveglianza epidemiologica, potenziare la risposta del sistema sanitario locale e accrescere la fiducia della comunità nelle misure di contenimento raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Le risorse saranno concentrate su quattro aree prioritarie individuate dalle agenzie delle Nazioni Unite (OCHA e OMS): prevenzione e controllo delle infezioni, sorveglianza epidemiologica e tracciamento dei contatti, soccorso sanitario immediato e coinvolgimento della comunità.

Sostegno finanziario aggiuntivo
Questo finanziamento si aggiunge a due iniziative umanitarie in corso, finanziate dall’Iniziativa di Cooperazione Italiana con un totale di 5,5 milioni di euro, a sostegno di cinque progetti realizzati da organizzazioni della società civile nelle province orientali. L’Iniziativa di Cooperazione Italiana fornirà inoltre 290.000 euro di sostegno diretto alla risposta dell’OMS alla crisi.

Situazione epidemiologica in Africa
Secondo il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), Jean Kassia, attualmente nella Repubblica Democratica del Congo si registrano 363 casi confermati di malattia da virus Ebola e 62 decessi. L’epidemia si è diffusa in Uganda, dove sono stati rilevati finora quindici casi, tra cui un decesso che si ritiene abbia avuto origine nella Repubblica Democratica del Congo.

In un articolo pubblicato sul Financial Times, il medico ha sottolineato che l’epidemia sta colpendo una regione già sotto pressione e ha avvertito che “il rischio di diffusione regionale è reale”. Allo stesso tempo, ha osservato che “una risposta africana sta prendendo rapidamente forma”, sebbene “i partner internazionali continuino a svolgere un ruolo cruciale”.

L’attuale focolaio è attribuito al ceppo Bundibugyo, che ha un tasso di mortalità compreso tra il 30 e il 50% e per il quale non esiste un vaccino approvato o una terapia specifica, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che classifica il rischio di un’epidemia nell’Africa subsahariana come “alto” ma “basso” a livello globale.

Mostra di più

Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio