La Tunisia riceve tre motovedette di ricerca e soccorso italiane costruite a Trieste

La Tunisia riceve tre motovedette di ricerca e soccorso italiane costruite a Trieste
Hamed Khalifa – Agenzia di stampa Nova
Tre motovedette di ricerca e soccorso da 20 metri, costruite dal cantiere Cartobi di Trieste, sono arrivate di recente al porto di Tunisi, a seguito di una complessa operazione logistica iniziata il 5 giugno dal porto di Trieste, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa italiana Nova.
Le imbarcazioni sono state consegnate a bordo della chiatta Susanna, rimorchiata dal rimorchiatore Piemonte, che ha raggiunto il Nord Africa dopo diverse settimane di navigazione. Una volta attraccate nel porto della capitale tunisina, le tre imbarcazioni hanno completato le necessarie procedure doganali e amministrative prima di essere ufficialmente consegnate al committente, alla presenza di un rappresentante del cantiere friulano, che ha supervisionato le fasi finali della consegna.
Le motovedette sono realizzate interamente in alluminio e sono dotate di tecnologia autobilanciante: in caso di ribaltamento, lo scafo e i sistemi dell’imbarcazione le consentono di raddrizzarsi senza assistenza esterna. Secondo il cantiere navale, queste imbarcazioni sono progettate per condurre operazioni di ricerca e salvataggio anche nelle condizioni meteorologiche e marine più avverse.
Queste imbarcazioni sono state costruite nell’ambito di un contratto firmato nel 2024 con un cliente non specificato, come spiegato da Cartopi in un comunicato stampa. Le motovedette, lunghe 20 metri e interamente in alluminio, sono dotate di tecnologia di autobilanciamento, che consente loro di tornare automaticamente in posizione operativa in caso di ribaltamento.
Queste imbarcazioni sono progettate per operare anche nelle condizioni meteorologiche e marine più difficili, garantendo i più elevati standard di sicurezza durante le operazioni di ricerca e salvataggio.
Questo supporto si inserisce nel quadro dei crescenti aiuti europei alle autorità tunisine responsabili della gestione delle frontiere e delle rotte migratorie nel Mediterraneo centrale. Nel 2023, la Commissione europea ha stanziato un pacchetto di aiuti di 105 milioni di euro per la cooperazione con la Tunisia in materia di migrazione, che comprende il controllo delle frontiere, la lotta al traffico di esseri umani, i rimpatri volontari e le operazioni di ricerca e salvataggio. Nel settembre dello stesso anno, Bruxelles ha annunciato, nell’ambito dell’attuazione del Memorandum d’intesa tra l’UE e la Tunisia, un pacchetto operativo iniziale di circa 67 milioni di euro, comprendente riparazioni delle imbarcazioni, fornitura di veicoli e attrezzature e addestramento dell’equipaggio.
Nel frattempo, il cantiere navale Cartopi sta lavorando a un ordine separato per due ulteriori imbarcazioni di ricerca e soccorso da 20 metri, questa volta specificamente per la Guardia Nazionale tunisina.
Il contratto è stato aggiudicato da Civipol, un’agenzia di cooperazione tecnica del Ministero dell’Interno francese, nell’ambito di un programma finanziato dall’UE volto a migliorare le capacità operative dei paesi partner nel salvataggio di vite in mare.
Civipol sovrintende all’esecuzione e all’aggiudicazione del contratto, mentre Cartopi è responsabile della fornitura industriale. La costruzione è iniziata il 31 luglio 2025 con il taglio del primo pezzo di acciaio.
Per Cartopi, storico cantiere navale triestino iscritto nel registro speciale dei cantieri navali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, questa consegna conferma una strategia di diversificazione che, negli ultimi anni, ha coniugato le tradizionali attività di manutenzione navale con la progettazione e costruzione di imbarcazioni specializzate per i mercati internazionali.
Tra gli ordini più significativi spicca l’eccezionale lavoro di manutenzione recentemente eseguito sulla portaerei Cavour della Marina Militare Italiana presso il cantiere Fincantieri di San Marco a Trieste.
Il sostegno europeo alla marina tunisina rimane controverso. In una dichiarazione rilasciata ieri, 16 luglio, 46 organizzazioni per i diritti umani e umanitarie hanno condannato quella che hanno definito condotta pericolosa e violenta durante le operazioni di intercettazione dei migranti in mare, detenzioni arbitrarie, maltrattamenti ed espulsioni di massa di migranti.
Anche Amnesty International ha accusato l’Unione Europea di proseguire la cooperazione in materia di controllo delle frontiere senza meccanismi e condizioni di verifica sufficienti. Tuttavia, i documenti della Commissione Europea elencano la prevenzione delle morti in mare e il rispetto dei diritti umani tra gli obiettivi di questi programmi.
Secondo i dati pubblicati dall’Unione Europea lo scorso giugno, il numero di migranti che arrivano sulle coste europee dalla Tunisia è diminuito del 97%. Questa cifra riflette il forte calo dei flussi registrato dal 2023, anno di firma del Memorandum d’intesa.
La Commissione Europea attribuisce tale diminuzione all’efficacia degli accordi di cooperazione finanziaria e dei controlli alle frontiere. Secondo i dati ufficiali, gli attraversamenti attraverso la rotta tunisina verso l’Europa sono diminuiti da circa 97.000 nel 2023 a numeri molto bassi nel biennio 2025-2026. L’Unione Europea ha fornito sostegno alla Tunisia con un pacchetto di aiuti del valore di 675 milioni di euro (2025-2027), che comprende la fornitura di motovedette per le operazioni di ricerca e soccorso della guardia costiera tunisina e l’intensificazione del rimpatrio dei cittadini con l’aiuto di specialisti.




