GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 15.21.37 Hiv: UAP, farmacie non siano canali preferenziali testing (2)
GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 15.21.37
Hiv: UAP, farmacie non siano canali preferenziali testing (2)=
AGI0505 3 CRO 0 R01 / Hiv: UAP, farmacie non siano canali preferenziali testing (2)= (AGI) – Roma, 14 mag. – Un test Hiv, anche quando rapido e salivare, non e’ un gadget sanitario da distribuire al pubblico. E’ un atto che puo’ incidere profondamente sulla salute, sulla vita personale, sulla sfera relazionale e sulla condizione psicologica del cittadino. Per UAP, il punto e’ chiaro: la sicurezza del paziente viene prima della capillarita’ commerciale. “La farmacia puo’ svolgere un ruolo di prossimita’, informazione e orientamento, ma non puo’ essere progressivamente trasformata in un presidio diagnostico parallelo senza essere sottoposta agli stessi requisiti richiesti agli ambulatori, ai poliambulatori, ai laboratori e alle strutture sanitarie autorizzate”. “Non puo’ esistere un doppio standard – prosegue la nota -. Da una parte strutture sanitarie soggette a requisiti rigorosi, controlli, responsabilita’ professionali, procedure di gestione del rischio clinico, tracciabilita’ del dato e obblighi informativi; dall’altra farmacie che, in nome della prossimita’, vengono presentate al cittadino come punti di accesso a prestazioni sanitarie senza un quadro altrettanto certo di autorizzazioni, garanzie, controlli e responsabilita’. Anche alla luce della legislazione vigente, ogni campagna di testing sanitario promossa attraverso le farmacie deve indicare con chiarezza il proprio regime giuridico e organizzativo. Per la legislazione vigente, i servizi diagnostici in farmacia, quando sono a carico del cittadino, sono comunque subordinati alla verifica di idoneita’ igienico-sanitaria dei locali; quando sono invece a carico del Servizio Sanitario Nazionale, possono essere erogati solo entro la programmazione regionale, nel rispetto dei requisiti de finiti dagli accordi regionali e dei relativi sistemi di rendicontazione, controllo e tracciabilita’”. “Prevenzione si’, ma non a qualunque condizione”, dice Mariastella Giorlandino, Presidente UAP. “Quando si parla di Hiv, non si puo’ procedere con iniziative comunicative che banalizzano la complessita’ clinica, psicologica e sanitaria del test – aggiunge -. Ogni campagna deve indicare con chiarezza chi informa il cittadino, chi risponde dell’esito, chi garantisce la riservatezza, chi assicura la presa in carico e chi integra il dato nel percorso sanitario”. “La prossimita’ non puo’ diventare un alibi per abbassare gli standard”, conclude Giorlandino in un comunicato firmato anche dalla vice presidente, Elisa Interlandi. (AGI)Com/Eiz 141521 MAG 26 NNNN




