Sul significato della Nuova Repubblica
Sul significato della Nuova Repubblica
Di Hamdi Rizk, Il Cairo
Il concetto retorico di “pronunciare una parola ma intenderne veicolare un significato” si riferisce all’uso di una parola in un contesto specifico. Il significato inteso non è quello letterale e immediato, bensì un significato più profondo, comprensibile all’ascoltatore attraverso indizi contestuali e prove circostanti. In questo caso, la parola diventa una metafora di se stessa.
Questa definizione linguistica si applica all’espressione “Nuova Repubblica” usata dal Presidente Sisi. L’attenzione non dovrebbe concentrarsi sulla parola in sé, né il pensiero dovrebbe essere attratto dal suo significato letterale. Piuttosto, una mente attenta dovrebbe esaminare gli indizi contestuali che incarnano, traducono e rendono tangibile il significato, sottraendolo al regno della parola.
La Nuova Repubblica non è semplicemente una frase pronunciata per applaudire gli ascoltatori. È una visione complessiva e un progetto nazionale per modernizzare lo Stato egiziano e costruire uno Stato moderno, democratico e civile. Questa visione trae ispirazione dai successi del passato, ricostruisce l’individuo egiziano e sviluppa le infrastrutture politiche, economiche, sociali, intellettuali e giuridiche. Le persone di buon senso comprendono che l’edificio della Repubblica del luglio 1952 è ormai obsoleto. Nonostante le riforme intraprese su questa struttura antiquata negli ultimi decenni, essa è irrecuperabile, soprattutto perché è stata devastata da una serie di mali cronici e pervasivi che le hanno impedito di raggiungere i suoi obiettivi. Ha subito battute d’arresto politiche interne ed esterne, nonché numerose difficoltà economiche e sociali. Ha resistito troppo a lungo alle tempeste dell’avversità, ma le sue fondamenta sono crollate. Non è più in grado di affrontare i suoi nemici con i vecchi metodi contro le forze delle tenebre che hanno quasi ereditato il suo retaggio di ingiustizia e aggressione, se non fosse per l’intervento di Dio, attraverso gli uomini di questa nazione, che l’hanno salvata per il suo popolo. E la provvidenza di Dio è uno scudo.
La nuova repubblica ha ereditato un fardello pesante: un edificio antiquato, le cui fondamenta si sgretolano, le cui leggi sono obsolete, le cui idee sono arretrate, in contrasto con le conquiste moderne dell’era digitale. Parla con la voce di un’epoca passata, una voce che si rivolge a generazioni cresciute all’ombra della rivoluzione informatica. Non soddisfa più i bisogni primari, né traduce le aspirazioni future. La sua vita è indubbiamente giunta al termine; è entrata in uno stato di morte clinica, e un addio dignitoso è diventato difficile.
La nuova repubblica è figlia della vecchia repubblica. Non la contesta, né nega gli sforzi dei suoi fedelissimi, né sminuisce i suoi successi nazionali del tempo. Tuttavia, il mondo è cambiato e continua a cambiare. Il passato può essere stato dolce, ma il presente esige modernizzazione e una visione per un futuro promettente. Un occhio al presente e uno al futuro. Le immense sfide che la creazione della “Nuova Repubblica” si trova ad affrontare sono le stesse che si presentano a chi costruisce sulle rovine di un’eredità in rovina. Costruire in un ambiente spazioso è meno costoso, e la popolazione, con pazienza, sopporta il doppio del costo fino a quando non vede il nuovo edificio abitato dai propri figli e nipoti.
La Nuova Repubblica non si limita alle infrastrutture moderne – strade, ponti, gallerie, nuove città e porti – ma aspira a una società autosufficiente e a una vita dignitosa, librandosi in alto nel cielo dell’ambizione verso una struttura intelligente, compatibile con l’era dell’informazione, al passo con l’intelligenza artificiale e che modernizzi il suo obsoleto quadro legislativo. La Nuova Repubblica non sarà governata da leggi ereditate dalla monarchia, né da leggi eccezionali imposte da esigenze temporanee. Non seguirà i sentieri tracciati dall’occupazione britannica di un secolo fa, né resterà inerte mentre le malattie si diffondono in corpi debilitati. Solo l’epatite C ha ucciso fiori in fiore nel giardino della nazione, e la sua eradicazione ha avuto un costo altissimo. “Nuova Repubblica” è un’espressione significativa, non pronunciata con leggerezza per fomentare sentimenti nazionalistici o come mera formalità per le occasioni nazionali. Piuttosto, rappresenta gli ardui sforzi nazionali per stabilire una società autosufficiente basata su una vita dignitosa per i suoi cittadini. Ciò richiede il raddoppio dell’area abitata per far fronte alla crescita demografica. “Bocche e conigli” non è solo il titolo di un film che evoca tristezza e sconcerto, ma una sconvolgente espressione della portata dell’aumento demografico, che supera i due milioni di persone all’anno, divorando tutto ciò che incontra sul suo cammino. L’area abitata è costituita da nuove città che sorgono su terre incontaminate, circondate da fattorie e fabbriche. I terreni agricoli sono st





