EGITTO SEMPRE PIÙ HUB ENERGETICO DEL MEDITERRANEO

EGITTO SEMPRE PIÙ HUB ENERGETICO DEL MEDITERRANEO
di Chiara Cavalieri
Il Cairo continua a rafforzare la propria centralità strategica nel Mediterraneo orientale con un nuovo importante accordo energetico firmato con Cipro, ExxonMobil e Qatar Energy.
L’intesa riguarda il collegamento dei grandi giacimenti di gas scoperti nelle acque cipriote alle infrastrutture energetiche egiziane, permettendo all’Egitto di ricevere, trattare e riesportare enormi quantità di gas naturale verso i mercati internazionali.
Secondo le stime, il progetto potrebbe coinvolgere fino a 7 trilioni di piedi cubi di gas, con prospettive che potrebbero addirittura salire a 9 trilioni nei prossimi sviluppi futuri.
L’accordo è stato firmato alla presenza del Primo Ministro Mostafa Madbouly e rappresenta un ulteriore passo nella strategia egiziana per consolidare il proprio ruolo di principale hub regionale del gas nel Mediterraneo orientale.
Negli ultimi anni il Cairo ha investito enormemente nelle infrastrutture di liquefazione, esportazione e trasporto del gas, trasformandosi progressivamente in uno snodo energetico fondamentale tra Medio Oriente, Africa ed Europa.
Il memorandum punta a creare un quadro operativo e commerciale che permetta di utilizzare gli impianti egiziani per lavorare il gas cipriota, destinarlo al mercato interno oppure riesportarlo verso il resto del mondo.
Il Ministro del Petrolio Karim Badawi ha spiegato che la cooperazione con ExxonMobil rappresenta una prosecuzione delle partnership strategiche già avviate con colossi internazionali come Eni, Chevron, Shell e Total.
Tra i giacimenti coinvolti figurano Glaucus, Pegasus e Aphrodite, ormai considerati tra le risorse energetiche più importanti del Mediterraneo orientale.
Parallelamente, la compagnia egiziana EGAS ha giàr firmato un accordo per acquistare la produzione del giacimento cipriota di Aphrodite per almeno 15 anni, estendibili a 20.
Il progetto include anche la costruzione di un gasdotto sottomarino di circa 280 chilometri, con investimenti superiori ai 2 miliardi di dollari.
Il gas verrà trasferito attraverso Port Said alla rete nazionale egiziana, per essere lavorato, liquefatto o utilizzato nei settori industriali strategici, in particolare petrolchimico e fertilizzanti.
Questa operazione non ha soltanto un valore economico, ma anche geopolitico.
In un momento di forte competizione energetica internazionale, l’Egitto dimostra ancora una volta la capacità di trasformare la propria posizione geografica e le proprie infrastrutture in uno strumento di influenza politica ed economica.
Il Cairo si conferma così il principale ponte energetico del Mediterraneo orientale, rafforzando la cooperazione regionale e aumentando il proprio peso strategico nello scenario internazionale.
© 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝗿𝗶𝗱𝗮𝗻𝘂𝘀 – 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗶




