La Turchia offre all’Egitto un accordo sui confini marittimi; Ankara parla di 15.000 chilometri quadrati aggiuntivi

La Turchia offre all’Egitto un accordo sui confini marittimi; Ankara parla di 15.000 chilometri quadrati aggiuntivi
Di: Hamed Khalifa
La Turchia ha annunciato la propria disponibilità a firmare un accordo con l’Egitto per la delimitazione delle zone di giurisdizione marittima nel Mediterraneo orientale. Questo nuovo passo apre la strada a discussioni diplomatiche e legali sul futuro della cooperazione tra i due Paesi su una delle questioni strategiche più delicate della regione, in un contesto di interessi economici e di sicurezza convergenti, nonché di questioni energetiche e del gas naturale.
Il Ministro della Difesa turco Yaşar Güler ha dichiarato che il suo Paese è pronto a firmare un accordo con il Cairo per la delimitazione delle zone marittime. Ha indicato che, secondo le stime di Ankara, l’Egitto potrebbe ottenere un’area aggiuntiva di circa 15.000 chilometri quadrati di giurisdizione marittima, rispetto a quanto potrebbe ricevere in base a un potenziale accordo con la Grecia.
Le dichiarazioni di Güler sono state rilasciate in un’intervista televisiva andata in onda il 23 ottobre 2026, riproponendo la proposta turca in un momento di intensa attività diplomatica nel Mediterraneo orientale in merito alla delimitazione dei confini marittimi e alla definizione dei diritti sovrani degli Stati rivieraschi.
Mediterraneo orientale: energia e interessi strategici
La questione della delimitazione dei confini marittimi riveste particolare importanza, dato il promettente potenziale del Mediterraneo orientale per la scoperta di giacimenti di gas naturale ed energia, nonché il legame tra la delimitazione delle zone marittime e i diritti di esplorazione e sfruttamento economico delle risorse marine, nel rispetto dei quadri giuridici pertinenti.
La delimitazione dei confini marittimi non si limita alla definizione di linee di demarcazione tra gli Stati, ma si estende alla regolamentazione dei loro diritti nelle zone economiche esclusive e sulla piattaforma continentale, nonché alla definizione dell’ambito delle attività economiche legate alle risorse naturali, nel rispetto dei diritti degli altri Stati e delle disposizioni del diritto internazionale.
Gli Stati del Mediterraneo orientale cercano di proteggere i propri interessi marittimi e di rafforzare le opportunità di cooperazione nei settori dell’energia, degli investimenti e delle infrastrutture, mentre gli accordi relativi a queste zone rimangono soggetti a complesse considerazioni legali, tecniche e diplomatiche.
L’accordo turco-libico riporta la questione in primo piano
La nuova iniziativa turca giunge sulla scia delle rinnovate controversie relative al Memorandum d’intesa (MoU) del 2019 sulla giurisdizione marittima tra Turchia e Libia. Il MoU è stato ratificato dalla Camera dei rappresentanti libica nella parte orientale del Paese lo scorso ottobre, riaccendendo le dispute sulle rivendicazioni marittime sovrapposte nella regione.
L’Egitto aveva precedentemente annunciato il proprio rifiuto della ratifica libica del MoU, sottolineando la necessità di rispettare i propri diritti sovrani e di aderire alle disposizioni del diritto internazionale e alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Il MoU ha suscitato obiezioni anche da parte della Grecia e di altri Paesi europei a causa di divergenze sulla portata delle zone marittime che copre.
In questo contesto, il Ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel-Aty e il suo omologo turco, Hakan Fidan, hanno discusso delle preoccupazioni dell’Egitto in merito alla questione durante i loro recenti incontri diplomatici, sottolineando l’importanza di una continua consultazione e coordinamento per affrontare i punti controversi.
Questo sviluppo rivela l’importanza di separare il desiderio di sviluppare le relazioni bilaterali dalle posizioni legali e sovrane di ciascuno Stato. Ciò consente di esplorare opportunità di comprensione senza ignorare le obiezioni esistenti o i diritti rivendicati dalle parti coinvolte.
L’area di 15.000 chilometri quadrati rappresenta un vantaggio concreto per l’Egitto?
Nonostante la dichiarazione del Ministro della Difesa turco circa la possibilità che l’Egitto acquisisca un’ulteriore area marittima di circa 15.000 chilometri quadrati, questa cifra rimane una stima resa pubblica dalla parte turca. Non rappresenta ancora il risultato di un accordo bilaterale concluso né un guadagno marittimo ufficialmente riconosciuto dal Cairo.
Il raggiungimento di un accordo definitivo richiede studi tecnici e giuridici specializzati, un confronto tra le linee di delimitazione proposte e una valutazione del loro impatto sui diritti dell’Egitto sulla piattaforma continentale e sulla zona economica esclusiva, oltre alla considerazione degli accordi marittimi esistenti con altri paesi.
Inoltre, il raggiungimento di un tale accordo necessita di un’intesa tra le due parti in merito alle basi giuridiche e tecniche della delimitazione, ai meccanismi per affrontare eventuali sovrapposizioni nelle rivendicazioni marittime e al completamento delle necessarie procedure costituzionali e legali in ciascun paese.
Pertanto, la proposta turca rappresenta uno sviluppo significativo nelle relazioni egiziano-turche, ma non significa che il Cairo l’abbia accettata o che i negoziati abbiano raggiunto un accordo definitivo.
Le relazioni egiziano-turche si trovano ad affrontare una nuova prova di cooperazione.
Questi sviluppi si verificano in un contesto di miglioramento delle relazioni egiziano-turche e di crescenti contatti politici e diplomatici tra i due paesi, unitamente a un interesse comune nel rafforzare la cooperazione economica, commerciale e degli investimenti, nonché nel discutere le questioni regionali che incidono direttamente sulla sicurezza e la stabilità della regione.
Il dialogo continuo sulle questioni marittime aprirebbe la strada all’esplorazione di interessi comuni, a condizione che vengano rispettati la sovranità nazionale e i quadri giuridici, e che le questioni controverse siano affrontate attraverso negoziati e consultazioni dirette.
In definitiva, il vero valore di qualsiasi potenziale accordo dipende dai benefici reciproci che esso consegue, dalle chiare garanzie giuridiche che fornisce e dalla sua compatibilità con i diritti e gli obblighi internazionali dell’Egitto, piuttosto che basarsi esclusivamente su valutazioni preliminari ai negoziati. L’ambasciatore Salih Mutlu Şen, ambasciatore turco al Cairo, ha dichiarato:
“La Turchia attribuisce grande importanza alle sue relazioni con la Repubblica Araba d’Egitto e ritiene che un dialogo costruttivo e la comprensione reciproca siano essenziali per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi in diversi settori. La discussione sulle questioni marittime richiede continue consultazioni tecniche e giuridiche, tenendo conto degli interessi comuni e nel rispetto delle norme del diritto internazionale, aprendo così orizzonti più ampi per la cooperazione e la stabilità nel Mediterraneo orientale. Ci auguriamo che la comunicazione in corso tra i nostri due Paesi contribuisca a rafforzare la fiducia reciproca e a sostenere opportunità di cooperazione che servano gli interessi dei nostri due popoli amici.”




