Blog

Il ministro degli Affari Sociali libanese a «Nova»: 9 miliardi di dollari di danni, non ci sarà ripresa senza lo stop ai bombardamenti

Il ministro degli Affari Sociali libanese a «Nova»: 9 miliardi di dollari di danni, non ci sarà ripresa senza lo stop ai bombardamenti

​Scritto da: Hamed Khalifa

​Il ministro degli Affari Sociali libanese, Hanin El Sayed, ha confermato che l’ammontare dei danni materiali accumulati in Libano ha raggiunto circa 9 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali ha colpito le abitazioni private. Ha evidenziato la distruzione di circa 300.000 unità abitative, mentre circa 300.000 persone rimangono sfollate, a fronte di circa 800.000 che sono riuscite a tornare nelle loro aree di origine, trovando spesso case, scuole, negozi e terreni agricoli gravemente danneggiati.
​In un’intervista con l’«Agenzia Nova», El Sayed ha dichiarato che la ricostruzione e il rafforzamento della presenza dello Stato rappresentano due sfide principali per il Libano, sottolineando che la cessazione dei bombardamenti costituisce la condizione fondamentale per qualsiasi reale percorso di ripresa, ed esprimendo l’importanza del ruolo italiano nel sostenere il Libano a livello umanitario, di sviluppo e di sicurezza.
​Il ministro ha spiegato che i danni attuali includono anche le ripercussioni del conflitto vissuto dal Paese nel corso del 2024, riflettendo la profondità della crisi che molte famiglie soffrono da molto tempo.
​Ha aggiunto che oltre un milione di libanesi è stato costretto, dall’inizio dell’ultima fase del conflitto il 2 marzo, a lasciare le proprie case nel giro di poche ore, notando che il ritorno di circa 800.000 persone non significa necessariamente il ritorno alla vita normale, alla luce della distruzione che ha colpito molti quartieri e villaggi.
​El Sayed ha detto: «Potrei aggiungere altri numeri, ma non voglio scioccare troppo le persone. Il costo dei danni materiali ammonta a 9 miliardi di dollari, in gran parte legati ad abitazioni private e alle case delle persone che sono state distrutte. Il livello di distruzione è enorme».
​I finanziamenti… la sfida più grande
​Il ministro ha indicato che la prima sfida di fronte alla ricostruzione è rappresentata dal reperimento dei fondi, affermando: «Con una distruzione del valore di 9 miliardi di dollari, sappiamo che non disporremo di questa cifra, di certo non nel breve periodo».
​Ha aggiunto che il calo degli aiuti umanitari e allo sviluppo a livello internazionale, insieme all’orientamento di alcuni Paesi occidentali verso le spese militari e altre priorità, aumenta la difficoltà di mobilitare le risorse necessarie per sostenere il Libano.
​Ha rivelato che il Libano ha ricevuto durante l’attuale crisi circa 300 milioni di dollari, il che rappresenta circa un terzo dei bisogni stimati, spiegando che il problema non riguarda solo i finanziamenti, ma anche le elevate aspettative dei cittadini rientrati nelle loro zone senza trovare i servizi o le case che si aspettavano.
​Ha detto: «Ottocentomila sono tornati e ci chiedono: dove siete? Perché lo Stato non ci aiuta? Perché non potete ricostruire le nostre case? Le aspettative sono molto alte e, allo stesso tempo, siamo consapevoli dei limiti che affrontiamo».
​Rafforzare la presenza dello Stato
​El Sayed ha sottolineato che il dossier della ricostruzione supera l’aspetto umanitario, specialmente nel sud del Libano, dove per anni forze politiche e istituzioni non governative hanno fornito parte dei servizi di base nei settori della salute, dell’istruzione e del sostegno sociale.
​Ha aggiunto che la debolezza di alcune di queste istituzioni impone allo Stato di colmare il vuoto, affermando: «Questa è la sfida che affrontiamo come governo: intervenire e colmare questo vuoto».
​Il ministro ha rivolto un messaggio ai donatori e alla comunità internazionale dicendo: «Aiutateci a colmare questo vuoto, e dobbiamo farlo ora».
​Ha ribadito che il tempo è un fattore cruciale, avvertendo che il continuo ritardo nell’ottenere risultati concreti potrebbe portare i cittadini a perdere la fiducia nelle istituzioni ufficiali e a tornare a fare affidamento su enti non governativi per protezione e servizi.
​Lo stop ai bombardamenti è una condizione per la ripresa
​Il ministro degli Affari Sociali libanese ha confermato che «la sfida più grande è la necessità di fermare i bombardamenti», evidenziando il prosieguo degli attacchi israeliani nonostante gli accordi stipulati, e invitando la comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti, a esercitare maggiore pressione per fermare le operazioni.
​Ha affermato che la continuazione degli attacchi alimenta la frustrazione e aumenta la sfiducia nei confronti delle autorità libanesi, sottolineando al contempo la necessità di rafforzare l’esercito libanese affinché possa svolgere appieno il suo ruolo.
​L’Italia… un partner fondamentale per il Libano
​Riguardo alle relazioni libano-italiane, El Sayed ha affermato che «l’Italia è sempre stata un grande partner per il Libano, storicamente e nel corso dei decenni».
​Ha elogiato il ruolo italiano nella Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), dicendo: «Il ruolo italiano nell’UNIFIL è stato assolutamente fondamentale».
​Ha toccato il tema del futuro della missione alla luce della Risoluzione 2790 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha prorogato il mandato dell’UNIFIL fino al 31 dicembre 2026, con l’inizio di un processo di ritiro ordinato successivo, chiedendosi: «Cosa succederà alla fine dell’anno? Gli Stati Uniti hanno chiarito la loro posizione sul prosieguo dell’UNIFIL, ma qual è l’alternativa?».
​Ha sottolineato che diversi Paesi europei, tra cui Italia, Francia e Spagna, hanno espresso la loro disponibilità a continuare a sostenere la sicurezza del sud del Libano, affermando la necessità di definire un quadro internazionale adeguato a tale scopo.
​L’elogio del ministro all’Italia non si è limitato all’aspetto della sicurezza, poiché ha confermato che la cooperazione allo sviluppo tra i due Paesi è «molto forte», spiegando che il Ministero degli Affari Sociali libanese ha ricevuto un grande sostegno dalla Cooperazione Italiana dal 2008, attraverso programmi di sviluppo e interventi umanitari.
​Nel corso del 2026, l’Italia ha stanziato un pacchetto di aiuti di emergenza del valore di 10 milioni di euro, seguito da un altro pacchetto di 15 milioni di euro, destinati, tra gli altri ambiti, alle comunità colpite e agli sfollati nel sud, oltre al sostegno per la ripresa del settore agricolo in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).
​El Sayed ha rivelato, durante la sua visita a Roma, di aver avuto colloqui con Stefano Gatti, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano, durante i quali si è discussa la programmazione attuale, indicando di aver ricevuto rassicurazioni sul prosieguo del sostegno italiano al Libano sia a livello di sviluppo sia umanitario.
​Ha aggiunto: «Mi ha chiesto dei progetti specifici che possono essere sostenuti e me lo ha spiegato nei minimi dettagli. Prima di tutto, ringraziamo l’Italia: siamo fiduciosi che rimarrà al nostro fianco sul piano politico, di sicurezza, sociale ed economico».
​«Radicati per il Libano»… sostegno diretto alle famiglie
​Il ministro ha affrontato l’iniziativa «Radicati per il Libano» (Rooted for Lebanon), lanciata dal Ministero degli Affari Sociali con l’obiettivo di rafforzare il sostegno alle famiglie libanesi attraverso donazioni private, spiegando che l’iniziativa è stata presentata anche a Roma durante un evento organizzato dall’Ambasciata libanese, con la partecipazione di rappresentanti di organizzazioni internazionali e non governative.
​El Sayed ha detto: «La campagna si concentra principalmente sulle donazioni private, anziché sulle donazioni governative ufficiali. Gli aiuti ufficiali arrivano attraverso le nostre relazioni bilaterali con Paesi come l’Italia e altri partner. Ma durante questa guerra, molti ci hanno chiesto: come posso aiutare? L’iniziativa ‘Radicati per il Libano’ è stata creata per rispondere a questa domanda».
​L’iniziativa consente a individui, associazioni e organizzazioni di contribuire tramite una piattaforma dedicata, mentre il sostegno popolare continua a essere incanalato attraverso canali bilaterali e multilaterali in collaborazione con le Nazioni Unite e i suoi partner.
​Durante la presentazione a Roma, il ministro ha spiegato che l’iniziativa ha già raccolto 338.000 dollari statunitensi in donazioni private, notando che i beneficiari possono ricevere il sostegno direttamente tramite telefono o attraverso società di trasferimento fondi locali, dando priorità ad anziani, persone con disabilità, famiglie con bambini e nuclei familiari capitanati da donne.
​El Sayed ha ribadito che l’obiettivo non si limita alla distribuzione degli aiuti, ma si estende al rafforzamento dell’autonomia delle famiglie e al sostegno dell’economia delle comunità locali, oltre a consolidare la capacità dello Stato libanese di intervenire e rispondere durante le crisi.
​Ha concluso sottolineando che il percorso di ripresa in Libano richiede la convergenza del sostegno internazionale con il rafforzamento delle istituzioni statali, ribadendo che la ricostruzione non sarà possibile in modo sostenibile senza garantire i finanziamenti, fermare le azioni militari e assicurare la capacità dello Stato di riprendere il proprio ruolo nelle aree colpite.ع

Mostra di più

Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio