EGITTO–REGNO UNITO, ACCORDO SULLA MIGRAZIONE.

EGITTO–REGNO UNITO, ACCORDO SULLA MIGRAZIONE.
di Chiara Cavalieri
Il Cairo — Egitto e Regno Unito rafforzano la cooperazione in materia di migrazione e sicurezza delle frontiere con una nuova intesa destinata ad avere conseguenze concrete sia sul fronte dei rimpatri sia su quello della collaborazione tecnica tra i due Paesi.
A confermare direttamente la portata dell’accordo è il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) britannico, che attraverso il proprio account ufficiale su X ha annunciato che, grazie alla nuova partnership, i cittadini egiziani che non hanno diritto a rimanere nel Regno Unito potranno essere rimpatriati in Egitto fino al 90% più rapidamente rispetto a prima.
Il dato, quindi, proviene direttamente dal governo britannico e rappresenta uno degli elementi operativi più significativi della nuova cooperazione tra Londra e Il Cairo.
L’intesa non riguarda però soltanto l’accelerazione delle procedure di rimpatrio. Il governo britannico ha infatti annunciato che la partnership permetterà di fornire all’Egitto competenze, formazione e assistenza tecnica, rafforzando la collaborazione nella gestione dei flussi migratori e nella sicurezza delle frontiere.
Il nuovo quadro di cooperazione è stato formalizzato attraverso la “Dichiarazione d’intenti tra Egitto e Regno Unito in materia di migrazione”, firmata in occasione dell’incontro tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel-Aty e il ministro di Stato britannico per il Medio Oriente Stephen Doughty.
Durante i colloqui, i due rappresentanti hanno discusso anche delle modalità per rafforzare complessivamente le relazioni bilaterali tra Egitto e Regno Unito, oltre ad affrontare i principali sviluppi regionali e internazionali di interesse comune.
Abdel-Aty ha espresso la speranza che la nuova dichiarazione rappresenti un ulteriore passo nel rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi nel settore migratorio.
La posizione espressa dal Cairo introduce tuttavia un elemento centrale nel dibattito: la migrazione irregolare non può essere affrontata esclusivamente attraverso rimpatri, espulsioni e controllo delle frontiere.
Secondo il ministro degli Esteri egiziano è necessario adottare un approccio globale, capace di intervenire contemporaneamente sulla dimensione della sicurezza e sulle cause economiche e sociali che alimentano i flussi migratori.
Da una parte, quindi, occorre intensificare il contrasto alle reti criminali coinvolte nel traffico di migranti e nella tratta di esseri umani.
Dall’altra, secondo Il Cairo, è indispensabile affrontare le cause profonde della migrazione irregolare, sostenendo lo sviluppo economico, creando opportunità di lavoro e offrendo prospettive concrete soprattutto alle giovani generazioni.
A questo deve affiancarsi la promozione di percorsi migratori legali e regolari, considerati dall’Egitto uno degli strumenti necessari per ridurre il ricorso alle rotte clandestine e alle organizzazioni criminali che le gestiscono.
La nuova intesa evidenzia quindi due dimensioni complementari.
Per Londra, uno degli obiettivi immediati è rendere molto più rapide le procedure di rimpatrio dei cittadini egiziani che non possiedono il diritto legale di soggiornare nel Regno Unito.
Il dato annunciato dal Foreign Office britannico — fino al 90% più rapidamente rispetto a prima — mostra chiaramente la rilevanza attribuita dal governo britannico alla cooperazione diretta con le autorità egiziane.
Il Cairo, parallelamente, inserisce l’accordo all’interno di una strategia più ampia, nella quale il controllo delle frontiere e la lotta alle reti criminali devono procedere insieme alle politiche di sviluppo e alla creazione di canali migratori regolari.
L’Egitto occupa infatti una posizione geografica strategica tra Africa, Medio Oriente e Mediterraneo ed è diventato negli ultimi anni un interlocutore sempre più importante per i Paesi europei nella gestione dei fenomeni migratori.
La cooperazione con Londra consolida ulteriormente questo ruolo e introduce una componente operativa particolarmente significativa attraverso formazione, assistenza tecnica, scambio di competenze e procedure più rapide per il ritorno dei cittadini egiziani senza titolo di soggiorno.
Il messaggio che emerge dalle dichiarazioni ufficiali dei due governi presenta quindi priorità differenti ma convergenti: il Regno Unito punta sull’efficienza dei rimpatri e sulla sicurezza delle frontiere; l’Egitto affianca alla dimensione securitaria la necessità di intervenire sulle cause strutturali della migrazione.
La Dichiarazione d’intenti sulla migrazione apre così un nuovo capitolo nella cooperazione tra Egitto e Regno Unito, inserendo la gestione dei flussi migratori tra i dossier centrali del crescente dialogo bilaterale tra Il Cairo e Londra.
Fonti: Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) del Regno Unito; Ministero degli Esteri della Repubblica Araba d’Egitto
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