Comunicato Stampa

PADOVA, PRESUNTO TRIBUNALE ISLAMICO. CO-MAI: «IL MONDO ARABO E MUSULMANO SI DISSOCIA DA QUESTA INIZIATIVA INDIVIDUALE. NESSUNO PUÒ FARSI LE LEGGI DA SOLO»

PADOVA, PRESUNTO TRIBUNALE ISLAMICO. CO-MAI: «IL MONDO ARABO E MUSULMANO SI DISSOCIA DA QUESTA INIZIATIVA INDIVIDUALE. NESSUNO PUÒ FARSI LE LEGGI DA SOLO»

AODI (PRESIDENTE ONORARIO), BELAITOUCHE (PRESIDENTE), I VICEPRESIDENTI TILOUANI E NESERAT E LEILA BELAITOUCHE (COORDINATRICE COMMISSIONE #DONNECO-MAI): «UNA SOLA COSTITUZIONE, UNA SOLA LEGGE PER TUTTI. QUESTE INIZIATIVE RISCHIANO DI OFFRIRE UN ALIBI A CHI VUOLE ATTACCARE IL MONDO ARABO E MUSULMANO. NO ALLA GIUSTIZIA PARALLELA E ALLE GENERALIZZAZIONI»

ROMA, 10 OTTOBRE 2026 – Nessuno può stabilire autonomamente le proprie leggi, attribuirsi funzioni giudiziarie o creare sistemi di giustizia paralleli a quelli dello Stato. La libertà religiosa è un diritto fondamentale, ma non può trasformarsi in uno strumento per sottrarsi all’ordinamento italiano.
È la posizione della CO-MAI, Comunità del Mondo Arabo in Italia, che interviene sulle polemiche sorte a Padova in merito alla presunta costituzione di un tribunale islamico o di una camera arbitrale ispirata a principi religiosi.
A esprimere la posizione congiunta dell’associazione sono il professor Foad Aodi, fondatore e presidente onorario, Kamel Belaitouche, presidente nazionale, i vicepresidenti Daoudi Tilouani e Hakim Neserat e Leila Belaitouche, coordinatrice della Commissione #DONNECO-MAI, che prendono fermamente le distanze dall’iniziativa e richiamano al rispetto delle istituzioni italiane.

«NESSUNO PUÒ FARSI LE LEGGI DA SOLO»: LA POSIZIONE DELLA CO-MAI
«Chi vive in Italia deve rispettare la Costituzione e le leggi della Repubblica, indipendentemente dalla nazionalità, dalla cultura e dalla religione professata. Nessuno può farsi le leggi da solo, creare tribunali paralleli o pretendere di esercitare funzioni che appartengono alle istituzioni dello Stato. La libertà religiosa è un diritto inviolabile, ma non può giustificare ordinamenti alternativi. In Italia esiste una sola Costituzione e la legge è uguale per tutti», dichiarano congiuntamente Aodi, Kamel Belaitouche, Tilouani, Neserat e Leila Belaitouche.
La CO-MAI richiama gli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione, che tutelano l’uguaglianza davanti alla legge e la libertà religiosa. Gli strumenti di mediazione e arbitrato sono ammessi esclusivamente nei limiti previsti dall’ordinamento e non possono sostituire le competenze della magistratura.

IL MONDO ARABO E MUSULMANO SI DISSOCIA: «NESSUNO PUÒ PARLARE A NOME DI TUTTI»
«Come CO-MAI ci dissociamo fermamente da questa iniziativa individuale. Nessuno può arrogarsi il diritto di parlare a nome dell’intero mondo musulmano o arabo. Non possiamo permettere che le decisioni di una singola persona vengano attribuite a milioni di cittadini che rispettano le leggi, lavorano e contribuiscono alla crescita dell’Italia. Queste azioni rischiano di offrire un alibi a chi vuole attaccare il mondo musulmano e arabo, alimentando islamofobia, discriminazioni e pregiudizi. La responsabilità individuale non può diventare una colpa collettiva», affermano congiuntamente Aodi, Kamel Belaitouche, Tilouani, Neserat e Leila Belaitouche.
L’associazione richiama inoltre la presa di distanza del medico ed esponente della comunità palestinese Salim El Maoued, che ha evidenziato il carattere individuale dell’iniziativa e la sua mancata rappresentatività della comunità musulmana.

DIALOGO INTERRELIGIOSO E INTESA CON LO STATO ITALIANO
La CO-MAI ribadisce il proprio impegno contro islamofobia, antisemitismo e ogni forma di discriminazione religiosa, sostenendo la necessità di rafforzare il dialogo tra le comunità e le istituzioni.
«Da anni promuoviamo il dialogo interculturale e interreligioso. Ribadiamo la necessità di arrivare a un’intesa tra lo Stato italiano e le rappresentanze della confessione islamica, nel quadro previsto dalla Costituzione. Servono interlocutori riconosciuti, responsabilità condivise e regole chiare, per evitare che iniziative individuali danneggino l’immagine dell’Islam e alimentino strumentalizzazioni contro i musulmani», dichiarano congiuntamente Aodi, Kamel Belaitouche, Tilouani, Neserat e Leila Belaitouche.

CO-MAI, UNA STORIA DI DIALOGO: OLTRE 110 COMUNITÀ E ASSOCIAZIONI, 15 COMMISSIONI E L’IMPEGNO DI #DONNECO-MAI
La Comunità del Mondo Arabo in Italia rivendica una lunga storia di impegno nel dialogo interculturale e interreligioso, costruita attraverso iniziative condivise con associazioni, comunità e rappresentanze religiose presenti sul territorio nazionale.
Tra le esperienze ricordate dall’associazione figura l’iniziativa «Cristiani in Moschea» dell’11 settembre 2016, promossa insieme al Movimento Uniti per Unire, come testimonianza concreta di incontro, conoscenza reciproca e dialogo tra confessioni religiose.
La CO-MAI sottolinea inoltre la collaborazione con oltre 110 comunità e associazioni arabe attive nelle diverse regioni italiane, che sostengono il percorso di dialogo e le posizioni dell’associazione. A questo impegno si affiancano il Movimento Uniti per Unire, l’intero Consiglio Direttivo della CO-MAI e le sue 15 commissioni, tra cui la Commissione #DONNECO-MAI, coordinata da Leila Belaitouche, e le attività dedicate ai rapporti e al dialogo interculturale e interreligioso.
«La CO-MAI ha scritto una pagina importante nella storia del dialogo tra culture e religioni in Italia. L’iniziativa Cristiani in Moschea dell’11 settembre 2016 rappresenta uno degli esempi concreti del nostro impegno. Oggi questo percorso continua attraverso la collaborazione con oltre 110 comunità e associazioni arabe, con il sostegno del Movimento Uniti per Unire, del nostro Consiglio Direttivo e delle 15 commissioni, compresa #DONNECO-MAI. Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni e le rappresentanze religiose per rafforzare la convivenza e arrivare finalmente a un’intesa tra lo Stato italiano e il mondo musulmano», dichiarano congiuntamente Aodi, Kamel Belaitouche, Tilouani, Neserat e Leila Belaitouche.

BUONA IMMIGRAZIONE, DIRITTI E DOVERI: «L’INTEGRAZIONE RICHIEDE REGOLE CONDIVISE»
La Comunità del Mondo Arabo in Italia sostiene una buona immigrazione, regolare, programmata e qualificata, fondata sulla conoscenza della lingua italiana, sull’inserimento lavorativo, sulla valorizzazione delle competenze e sul rispetto delle leggi.
«Integrare non significa cancellare le proprie radici culturali o religiose, ma riconoscersi nei principi costituzionali del Paese in cui si vive. Diritti e doveri devono procedere insieme. Nessuna tradizione può prevalere sulla dignità della persona, sulla parità tra donne e uomini e sulle libertà fondamentali», sottolineano congiuntamente Aodi, Kamel Belaitouche, Tilouani, Neserat e Leila Belaitouche.

L’APPELLO FINALE: «UNA SOLA COSTITUZIONE, UGUALI DIRITTI E DOVERI»
«Il nostro messaggio è inequivocabile: nessuno può inventarsi una giustizia personale e nessuno può utilizzare un’iniziativa individuale per colpire il mondo arabo e musulmano. La CO-MAI prende le distanze da questa vicenda e invita a non generalizzare. Continueremo a difendere la legalità, il dialogo e la convivenza tra culture e religioni. Una sola Costituzione, una sola legge per tutti, uguali diritti e uguali doveri. Nessuna giustizia parallela e nessuna discriminazione».

«Lanciamo infine un appello a tutte le comunità e associazioni arabe e musulmane presenti in Italia, ai centri culturali riconosciuti e alle rappresentanze religiose affinché si uniscano nella difesa dei principi di legalità, uguaglianza, diritti e doveri. È necessario fare fronte comune contro il razzismo, ogni forma di discriminazione, l’islamofobia e la disinformazione, che alimentano divisioni e pregiudizi. Nessuna iniziativa individuale deve compromettere il percorso di dialogo e integrazione costruito in tanti anni. Invitiamo tutti a lavorare insieme, nel rispetto della Costituzione italiana, per rafforzare la convivenza civile, il dialogo interculturale e interreligioso e la responsabilità condivisa. Uniti possiamo difendere i diritti, ribadire i doveri e contrastare ogni tentativo di dividere le nostre comunità», concludono congiuntamente Foad Aodi, Kamel Belaitouche, Daoudi Tilouani, Hakim Neserat e Leila Belaitouche.

UFFICIO STAMPA CONGIUNTO
Movimento Uniti per Unire – AMSI – CO-MAI – UMEM – USEM – AISC NEWS – CISC NETWORK
redazione@aiscnews.it
Uniti per Unire – AISC NEWS – CISC NETWORK
Centro Medico Iris Italia – Roma
Tel. 06 8862793

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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