EGITTO-TURCHIA, ABD EL-ATY E FIDAN RAFFORZANO LA COOPERAZIONE

EGITTO-TURCHIA, ABD EL-ATY E FIDAN RAFFORZANO LA COOPERAZIONE
di Chiara Cavalieri
ALAMEIN — Nuovo passaggio di rilievo nel consolidamento delle relazioni tra Egitto e Turchia. Il ministro egiziano degli Affari Esteri, dell’Emigrazione e degli Egiziani all’Estero, Badr Abdel-Aty, ha ricevuto giovedì 14 agosto ad Alamein il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, con il quale ha presieduto il secondo incontro del Gruppo di Pianificazione Congiunta tra Egitto e Turchia.
La riunione rappresenta un ulteriore sviluppo del processo di riavvicinamento tra Il Cairo e Ankara e si inserisce nel quadro del monitoraggio dell’attuazione dei risultati del secondo Consiglio di Cooperazione Strategica di Alto Livello, presieduto dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, tenutosi al Cairo nel febbraio 2026.
Alla riunione hanno partecipato anche rappresentanti dei ministeri competenti per investimenti, commercio, petrolio, salute e popolazione dei due Paesi, a conferma della volontà di trasformare il dialogo politico in una cooperazione sempre più strutturata sul piano economico e industriale.
OBIETTIVO: 15 MILIARDI DI DOLLARI DI INTERSCAMBIO
Uno dei principali dossier affrontati riguarda l’espansione delle relazioni economiche, commerciali e degli investimenti.
Egitto e Turchia puntano a portare il volume degli scambi bilaterali fino a 15 miliardi di dollari, obiettivo concordato dai leader dei due Paesi nel 2024.
Abdel-Aty e Fidan hanno sottolineato la necessità di attivare pienamente i meccanismi già esistenti per la cooperazione economica, eliminando gli ostacoli che ancora impediscono di sfruttare completamente il potenziale dei due mercati.
Particolare attenzione è stata dedicata inoltre alla necessità di accelerare l’ampliamento dell’Accordo di libero scambio tra Egitto e Turchia.
IL CAIRO APRE ULTERIORMENTE AGLI INVESTITORI TURCHI
Abdel-Aty ha illustrato le misure adottate dall’Egitto per facilitare l’attività delle imprese turche presenti nel Paese e attrarre nuovi capitali.
Tra gli strumenti messi in campo figura il meccanismo “Fast Track”, concepito per accelerare il rilascio delle licenze e delle autorizzazioni necessarie agli investitori turchi.
È stato inoltre istituito un gruppo di lavoro guidato dai ministeri egiziani competenti per Industria, Investimenti e Commercio Estero, incaricato di seguire direttamente gli investimenti turchi in Egitto e intervenire sugli eventuali problemi incontrati dalle aziende.
Si tratta di un passaggio particolarmente importante perché l’Egitto è ormai diventato una delle principali piattaforme produttive regionali per numerose imprese turche, interessate non soltanto al mercato egiziano, ma anche alla posizione geografica del Paese e alla possibilità di accedere attraverso l’Egitto ai mercati africani, arabi e internazionali.
UNA GRANDE ZONA INDUSTRIALE TURCA IN EGITTO
Tra le proposte più significative emerse durante l’incontro figura la possibilità di realizzare in Egitto una zona industriale turca integrata e dotata di servizi completi.
Abdel-Aty ha invitato Ankara a studiare concretamente il progetto, che avrebbe l’obiettivo di attirare nuovi investimenti turchi in alcuni dei settori considerati prioritari dall’Egitto.
Tra questi figurano:
automotive, alluminio, macchinari e attrezzature, industria chimica, tessile e abbigliamento.
Un’attenzione particolare è rivolta alla Zona Economica del Canale di Suez, che Il Cairo intende utilizzare sempre più come piattaforma industriale e logistica internazionale grazie alla sua posizione tra Mediterraneo, Mar Rosso, Africa, Asia ed Europa, alle infrastrutture portuali e ai collegamenti con le principali rotte commerciali mondiali.
La creazione di una zona industriale turca rappresenterebbe quindi un ulteriore salto di qualità nella presenza produttiva di Ankara in Egitto.
VERSO IL RITORNO DEL COLLEGAMENTO MARITTIMO RO-RO
Altro dossier strategico affrontato dai due ministri è la possibile riattivazione del collegamento marittimo Ro-Ro tra Egitto e Turchia.
Le consultazioni sono in corso e l’obiettivo è ripristinare un sistema capace di facilitare il trasporto diretto delle merci tra i porti dei due Paesi.
Il collegamento sarebbe particolarmente importante per i prodotti rapidamente deperibili, ma avrebbe conseguenze più ampie sulla competitività dell’interscambio bilaterale.
Il ritorno del Ro-Ro permetterebbe infatti di rafforzare le catene di approvvigionamento e l’integrazione logistica tra i porti egiziani e quelli turchi, riducendo tempi e costi di trasporto.
MINERALI E INDUSTRIA: NUOVO FRONTE DELLA COOPERAZIONE
Un capitolo specifico è stato dedicato al settore minerario.
Abdel-Aty ha ribadito l’interesse egiziano ad ampliare la cooperazione con Ankara e ad aprire maggiormente il comparto minerario nazionale agli investimenti delle aziende turche.
La collaborazione potrebbe riguardare non soltanto l’estrazione, ma anche lo scambio di competenze tecniche e tecnologiche, la lavorazione delle materie prime e lo sviluppo delle industrie collegate alle risorse minerarie.
Il Cairo punta inoltre a rafforzare i programmi di ricerca scientifica e i progetti congiunti nei settori dell’esplorazione e della trasformazione, con l’obiettivo di aumentare il valore aggiunto delle risorse estratte e incrementare le esportazioni.
Il dossier assume particolare rilevanza anche in vista dell’Egypt Mining Forum previsto a settembre.
La cooperazione mineraria si inserisce, peraltro, nella più ampia strategia egiziana di localizzazione industriale e valorizzazione delle risorse nazionali, che comprende anche minerali strategici e industrie ad alto valore aggiunto.
EGITTO E TURCHIA RAFFORZANO IL COORDINAMENTO REGIONALE

La riunione di Alamein non si è limitata ai dossier economici.
Abdel-Aty e Fidan hanno effettuato un ampio scambio di valutazioni sulle principali crisi regionali, concordando sulla necessità di proseguire lo stretto coordinamento politico tra Egitto e Turchia.
Particolare rilievo è stato attribuito anche al coordinamento nell’ambito del meccanismo quadrilaterale che riunisce Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionale.
I ministri hanno discusso inoltre degli sforzi per ridurre l’escalation e le tensioni nella regione, privilegiando soluzioni politiche e diplomatiche, comprese le iniziative relative all’attuazione del memorandum d’intesa sottoscritto tra Stati Uniti e Iran.

GAZA E CISGIORDANIA: CONDANNA DELLE VIOLAZIONI ISRAELIANE
Ampio spazio è stato riservato alla questione palestinese.
I ministri degli Esteri egiziano e turco hanno condannato il proseguimento delle violazioni israeliane nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, chiedendo l’immediata cessazione dell’escalation nei territori palestinesi occupati.
Abdel-Aty e Fidan hanno sottolineato la necessità di procedere con l’attuazione del piano di pace del presidente statunitense Donald Trump, nelle sue due fasi, compreso il ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza.
I due ministri hanno inoltre chiesto di intensificare gli sforzi internazionali per porre fine alle sofferenze della popolazione palestinese e assicurare un accesso senza ostacoli degli aiuti umanitari.

Il dossier palestinese rimane uno dei principali terreni di coordinamento diplomatico tra Il Cairo e Ankara, entrambi impegnati negli ultimi anni nei negoziati e nelle iniziative diplomatiche riguardanti Gaza.
SUDAN: «LA SOLUZIONE DEVE ESSERE SUDANESE»
Durante le consultazioni sono stati affrontati anche gli sviluppi della guerra in Sudan.
Abdel-Aty ha ribadito la necessità di proseguire gli sforzi per ottenere un cessate il fuoco e arrivare a una soluzione politica capace di preservare l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale sudanese.
Il ministro egiziano ha sottolineato un principio centrale della posizione del Cairo: qualsiasi processo politico deve basarsi su una piena titolarità sudanese, senza imporre dall’esterno soluzioni incompatibili con le aspirazioni della popolazione.

Per l’Egitto, la stabilità del Sudan rappresenta un interesse strategico diretto, non soltanto per la lunga frontiera comune, ma per gli equilibri complessivi del bacino del Nilo e del Mar Rosso.
LIBIA: IL CAIRO RIBADISCE LA LINEA DELLA SOLUZIONE «LIBICO-LIBICA»
Altro dossier centrale è stato quello libico.
Abdel-Aty ha riaffermato il sostegno egiziano al processo politico in Libia e alla necessità di arrivare a una soluzione «libico-libica», senza imposizioni o interferenze esterne.
L’obiettivo indicato dal Cairo rimane quello di preservare unità, sovranità e stabilità della Libia, sostenere la costruzione e il consolidamento delle istituzioni dello Stato e arrivare allo svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari nel più breve tempo possibile.
Il confronto sulla Libia assume un peso ancora maggiore alla luce dell’evoluzione della politica turca nel Paese e dei crescenti contatti di Ankara non soltanto con le autorità della Libia occidentale, ma anche con i vertici politici e militari dell’est.

TRE INTESE FIRMATE AD ALAMEIN
La riunione si è conclusa con la firma di tre documenti, a testimonianza della volontà dei due governi di dare una dimensione operativa al nuovo partenariato.
Abdel-Aty e Fidan hanno innanzitutto firmato il Protocollo del secondo incontro del Gruppo di Pianificazione Congiunta tra Egitto e Turchia.
È stata poi sottoscritta la documentazione relativa all’adesione dell’Egitto al Memorandum d’intesa tra i ministeri dei Trasporti di diversi Paesi africani e il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture turco, finalizzato al rafforzamento della connettività logistica.
Il terzo passaggio riguarda direttamente il commercio bilaterale: il ministro egiziano dell’Investimento e del Commercio Estero Mohamed Farid Saleh e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan hanno sottoscritto la decisione della commissione congiunta istituita nell’ambito dell’Accordo di libero scambio relativa alla definizione delle regole di origine.
DA RIAVVICINAMENTO DIPLOMATICO A PARTENARIATO STRUTTURALE
L’incontro di Alamein mostra quanto rapidamente siano cambiate le relazioni tra Egitto e Turchia.
Dopo un decennio segnato da fortissime divergenze politiche, Il Cairo e Ankara stanno costruendo una relazione che non riguarda più soltanto la normalizzazione diplomatica.
Industria, investimenti, commercio, logistica, porti, settore minerario e coordinamento sulle crisi regionali stanno progressivamente entrando all’interno di una struttura permanente di cooperazione.

L’obiettivo dei 15 miliardi di dollari di interscambio, la proposta di una zona industriale turca in Egitto, la possibile riattivazione del Ro-Ro, l’espansione dell’Accordo di libero scambio e il coordinamento politico su Gaza, Sudan e Libia indicano una trasformazione qualitativa del rapporto.
E il dato forse più significativo è proprio questo: Egitto e Turchia non stanno più semplicemente cercando di superare le divergenze del passato, ma stanno costruendo meccanismi istituzionali, industriali e logistici destinati a rendere il rapporto sempre più strutturale.
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