Comunicato Stampa

ELEZIONI ISRAELE, CO-MAI–UNIONE ARABI DEL ’48–UXU: «18 SEGGI AI PARTITI ARABI, RISULTATO STORICO. ORA POSSONO ESSERE DECISIVI PER IL GOVERNO»

 

ELEZIONI ISRAELE, CO-MAI–UNIONE ARABI DEL ’48–UXU: «18 SEGGI AI PARTITI ARABI, RISULTATO STORICO. ORA POSSONO ESSERE DECISIVI PER IL GOVERNO»

FOAD AODI: «AVEVAMO ANTICIPATO QUESTO RISULTATO. IL VOTO DEGLI ARABI DEL ’48 PUÒ APRIRE UNA NUOVA STAGIONE DI DIALOGO, PACE E RINASCITA. NESSUNO IGNORI LA VOLONTÀ DEGLI ELETTORI»

ROMA, 28 OTTOBRE 2026 – Le notizie delle ultime ore sullo scrutinio delle elezioni israeliane del 27 ottobre delineano uno scenario politico ancora aperto, nel quale i partiti arabi del ’48 potrebbero assumere un ruolo determinante nella formazione del prossimo governo. Secondo i dati parziali diffusi nella mattinata del 28 ottobre, con il 72,4% delle schede scrutinate, le proiezioni attribuiscono 54 seggi al blocco del primo ministro Benjamin Netanyahu, 48 allo schieramento guidato da Gadi Eisenkot e 18 alle formazioni arabe.
Nessuno dei due principali blocchi raggiunge autonomamente la maggioranza di 61 deputati nella Knesset, composta da 120 seggi. Un’eventuale intesa tra Eisenkot e i rappresentanti arabi porterebbe a 66 deputati, ma restano le resistenze di alcune forze dell’opposizione. Il risultato appare particolarmente significativo rispetto al 2020, quando la Lista Comune aveva conquistato 15 seggi.
Su questi sviluppi intervengono CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (Agenzia Mondiale di Informazione Senza Confini), CISC NETWORK (Consorzio Informazione Senza Confini), il Movimento Internazionale Uniti per Unire (UxU) e l’Unione Internazionale Arabi del ’48.
A esprimere la posizione della rete associativa e dei movimenti è il prof. Foad Aodi, medico ortopedico e fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, docente dell’Università di Tor Vergata, presidente onorario CO-MAI e fondatore dell’Unione Arabi del ’48.

«IL RISULTATO CONFERMA LA VOLONTÀ DI CAMBIAMENTO»
«Avevamo anticipato la concreta possibilità che i partiti arabi del ’48 raggiungessero quota 18 deputati. I dati parziali dello scrutinio confermano questa prospettiva e rappresentano un risultato straordinario per la partecipazione democratica dei cittadini arabi israeliani. Ma il significato del voto va oltre i numeri: non deve diventare una vittoria contro qualcuno, bensì un’occasione di rinascita per tutto il Paese, attraverso il dialogo tra comunità e rappresentanze politiche», sottolineano i rappresentanti della rete associativa e dei movimenti.
«Il messaggio delle urne è chiaro: i cittadini chiedono di essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano il futuro comune. Nessuna forza politica dovrebbe ignorare questo segnale».

«I PARTITI ARABI SIANO UNA RISORSA DEMOCRATICA»
La possibilità di un’intesa tra Eisenkot e le formazioni arabe incontra ancora resistenze politiche. Per la rete associativa e i movimenti, la priorità non è sostenere uno schieramento, ma riconoscere il mandato democratico espresso dagli elettori.
«Sarebbe profondamente sbagliato escludere preventivamente dal confronto politico una rappresentanza parlamentare così significativa soltanto per la sua identità araba. La formazione di un governo richiede responsabilità, accordi e programmi condivisi. Il rispetto del voto e la disponibilità al dialogo devono prevalere sulle divisioni».

«GAZA E CISGIORDANIA, SERVONO PACE E DIGNITÀ PER TUTTI»
La rete associativa e i movimenti richiamano la necessità di affrontare le conseguenze della guerra, le discriminazioni e le tensioni tra le popolazioni.
«Non possiamo parlare di rinascita senza considerare la sofferenza della popolazione palestinese di Gaza, le violenze legate agli insediamenti in Cisgiordania e la necessità di garantire sicurezza alle famiglie israeliane e palestinesi. Servono risposte alla crisi economica, alle disuguaglianze e alle difficoltà quotidiane. Nessuna società può costruire una pace duratura lasciando indietro una parte della propria popolazione».
Il rafforzamento della rappresentanza araba può inoltre favorire un confronto su sanità, istruzione, opportunità per i giovani, partecipazione delle donne e contrasto alle discriminazioni.

«IL VOTO DIVENTI UN PONTE TRA LE COMUNITÀ»
«La partecipazione elettorale dimostra la volontà dei cittadini di incidere sul proprio futuro. È un patrimonio democratico che non deve andare disperso. Ci auguriamo che questa nuova fase favorisca il coinvolgimento delle giovani generazioni, delle donne e delle realtà impegnate nella costruzione di una società più giusta e inclusiva.
«È assolutamente necessaria una svolta politica dopo le elezioni israeliane per rilanciare il processo di dialogo tra palestinesi e israeliani, tra musulmani, cristiani, ebrei e tutte le comunità religiose. Senza un cambiamento concreto continueremo ad assistere a nuove violenze e al rischio di perdere intere generazioni, destinate a crescere senza conoscere il valore del dialogo, della convivenza e di una pace reale. Il risultato elettorale deve diventare un’opportunità per riaprire il confronto e costruire un futuro fondato sul rispetto reciproco e sulla pace», sottolinea il Prof. Foad Aodi.

«La nostra speranza è che questi 18 seggi, qualora confermati definitivamente, rappresentino l’inizio di una stagione nuova. La pace non appartiene alla destra o alla sinistra, ma alle persone e alle famiglie che desiderano vivere senza paura. Il nostro appello è a non sprecare questa opportunità, affinché israeliani e palestinesi possano ritrovare sicurezza, dignità, rispetto reciproco e speranza. Il risultato dei partiti arabi del ’48 può diventare un ponte verso questo futuro», conclude Foad Aodi.

UFFICIO STAMPA CONGIUNTO
Movimento Uniti per Unire – AMSI – CO-MAI – UMEM – USEM – AISC NEWS – CISC NETWORK
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Centro Medico Iris Italia – Roma
Tel. 06 8862793 / 331 743 0119

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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