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L’ ABBANDONO SCOLASTICO E L’ESCLUSIONE SOCIALE di Sara Spoletini

L’ ABBANDONO SCOLASTICO E L’ESCLUSIONE SOCIALE
di Sara Spoletini

Il fenomeno dell’abbandono scolastico è molto diffuso, si stima che in Italia
dati più recenti, relativi all’anno 2023, parlano di un 10,5 per cento di ragazzi tra i 18 e i 24 anni fermi alla licenza media, in termini numerici sono circa 408.000 giovani tra 18 e 24 anni che hanno abbandonato precocemente percorsi di istruzione o formazione (Elet).
Fortunatamente, la fetta appare in calo rispetto agli anni precedenti (la quota era all’11,5 per cento nel 2022 e al 14 se si corre indietro fino al 2018) e addirittura più che dimezzata rispetto a 20 anni fa (25,1 per cento nel 2000).
l’Italia rimane tra le ultime nazioni in classifica e sopra la media continentale, che è al 9,5%, l’obiettivo da raggiungere entro il 2030 3 è la soglia del 9%.
Italia, per compilare le relative statistiche, viene considerato in stato di abbandono scolastico “un ragazzo che smette di frequentare la scuola prima di conseguire un diploma di istruzione secondaria o una qualifica di formazione professionale”.
L’ abbandono scolastico va distinto dalla dispersione scolastica che racchiude i casi in cui non c’è un formale abbandono della scuola ma nella sostanza le competenze acquisite non corrispondono al titolo di studio conseguito. Nella dispersone, ad esempio, rientrano tutte le ipotesi di interruzione o rallentamento del percorso di studio, che molto spesso sono poi causa di definitivo abbandono.
Perchè i giovani che decidono di abbandonare gli studi?
Le cause emergono dall’esito di una combinazione di elementi individuali, scolastici ed extra-scolastici. Tra i fattori individuali si registrano autostima bassa, motivazione limitata allo studio e fragilità emotiva, accompagnate da elementi neuropsicologici che complicano i percorsi formativi, alunni stranieri che non conoscono bene l’italiano e che non hanno nessuno a casa che li possa aiutare. Carenze didattiche, modelli educativi non sempre inclusivi e organizzazione dei corsi percepita distante dai bisogni degli studenti contribuiscono al fenomeno. Anche la pressione lavorativa sugli insegnanti e la mancanza di strumenti adeguati incidono. A livello extra-scolastico pesano condizioni economiche, mancanza di opportunità territoriali, isolamento sociale e contesto familiare caratterizzato da bassi livelli di istruzione o instabilità occupazionale, e questo è grave soprattutto perché negli ultimi anni il Governo ha istituito l’Assegno unico e universale che è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico attribuito per ogni figlio, proprio per aiutare e sostenere le famiglie nella crescita dei figli.
La principale e più devastante conseguenza dell’abbandono scolastico è il suo essere una fonte di una disuguaglianza talmente strutturale che rischia di dispiegare i suoi effetti lungo tutta la vita di chi ne è colpito. Perché chi lascia precocemente gli studi è più facilmente destinato a un futuro fatto di lavori precari e malpagati, di problemi economici, di esclusione sociale.
I numeri dimostrano in modo inequivocabile che studiare facilita l’ingresso nel mondo delle professioni. Avere un titolo elevato garantisce l’accesso a posizioni più sicure e con condizioni contrattuali maggiormente vantaggiose. Chi si ferma ai primi gradi di scolarizzazione, al contrario, si scontra con ostacoli molto ardui e rischia di rimanere indietro, sempre.
Il primo passo potrebbe essere destinare più fondi alla scuola perché investire oggi significa raccogliere frutti domani e soprattutto accrescere nei genitori il senso di responsabilità che hanno nei confronti dei loro figli e del futuro, perché una società sana non lascia indietro nessuno.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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